e già da come intitolo il post si può "percepire" un altro sfogo...
la cosa non che mi piaccia, ma alla fine sei tu l'unico che mi ascolta, o così me la figuro io, aggrappandomi ad un raggio di sole...
la parte finale dell'estate è stato un crescendo di negatività, già prima delle ferie a lavoro avvertivo il negativo dovuto alla situazione (non a me), la stanchezza del progetto di stage e lavoro insieme mi avevano richiesto almeno una parte delle ferie NECESSARIAMENTE senza pensieri...e poi si ritorna a lavoro e poi...si rimane quasi a piedi, senza nulla, all'improvviso, alla soglia di tanti progetti in testa...rovinando per primo quello già intrapreso da un anno...
e così ho passato una fine di agosto e un settembre che invece di riposarmi, svagarmi e sentirmi libera di fare, sono stati come da reclusa in casa, senza uscire se non per cose mirate (colloqui di lavoro inutili, perché solo queste aziende stile americano ti chiamano), senza vedere o quasi nessuno, senza sentire o quasi nessuno, cercando di limitare il caso al minimo indispensabile per non fare preoccupare le persone che so che starebbero male...ma cercando anche di vedere se trovavo alternative..e così disperata sugli annunci di lavoro...una tristezza che ti affossa...avrò mandato mille c.v. e di questi invii ho avuto riscontro a 3-4 circa...e come dicevo cose che non mi interessano...non perché io non abbia voglia di lavorare, ma perché ho un'età (e anche questa mi penalizza assai!), sono veramente stanca e stufa di perdere tempo, e devo capire se davvero devo lasciare perdere tutto l'ultimo anno (lavoro e I anno di scuola senza nessun diploma, che prenderei invece alla fine del secondo)...è stato, ed è, infernale...ricadere negli abissi dell'inizio dello scorso anno...
il lavoro è il mio problema più grande, ma anche il mio desiderio più grande, vorrei SOLO avere un lavoro che mi piaccia, che non mi pesi, che mi impegni ma mi dia soddisfazioni, e che a fine mese mi faccia stare "tranquilla" (per quanto ci si possa stare ai tempi di oggi)...non mi sembra di chiedere l'America...ma un lavoro che mi piaccia davvero, anche la commessa ma in un posto che mi appassioni...dove posso stare bene e dare davvero quello che so che posso dare...ma perché non posso avere questa opportunità...mi dispero ad avere sempre questo pensiero, fisso, giorno dopo giorno, poi cerco di essere forte e in certi giorni ci riesco anche, cerco di non pesare oltre a lui, eppure mi sento così inutile, oltre che frustrata.
oggi è una di quelle giornate NO in toto...oggi ogni cosa non ha avuto il giusto verso...e quando ti senti così anche il minimo diventa una montagna invalicabile...oggi vorrei davvero sparire...l'ho detto a lui quando è andato a lavorare, e mi ha risposto ironicamente che poi sarei finita su chi l'ha visto, e io ho detto di non cercarmi...ma davvero vorrei sparire...andarmene...non so nemmeno dove...e come dato che non ho nemmeno la possibilità di farlo...
ma poi dove vado...cosa faccio...da una parte vorrei andarmene lontano e ricominciare tutto...ma ricomincerei una vita vera? sì perché adesso mi sento come sospesa, non padrona della mia vita, e questo mi irrita, mi indebolisce, mi infastidisce, mi distrugge...non sono più una bambina e vorrei scegliere...adesso sì...non l'ho fatto per troppo tempo (quando sicuramente avrei dovuto! tanto rammarico!!!) e adesso che voglio farlo...non posso...non mi sento libera di nulla...e anzi ogni volta che faccio o dico qualcosa mi sento fuori luogo, sbagliata qualcosa del genere.
questo aiuta secondo te?! beh è ovvio che no...o meglio aiuta sì, ma a deprimersi...
e ricominciano le lacrime, gli occhi sempre lucidi ad ogni pensiero...il mio essere nervosa, triste, sempre su queste cose...ho perso l'equilibrio che avevo trovato...e ora non so più chi sono...dove sono...prima passeggiavo con la piccola e questo pensavo...mi sento come se non fossi io, o come se fossi impotente dentro un corpo amorfo...ho tanta volontà di fare, ma di fare qualcosa che mi appassioni (e sono diverse le cose), prontissima per imparare...ma passano i giorni e tutto mi delude, partendo da me stessa...alla fine finirà anche tutta questa forza che ho dentro...
la forza del pianto supera quella del sorriso.
e se me ne vado, ripensandoci, posso davvero risolvere il problema o spostarlo?
ma dove vado...mi posso fidare degli annunci di lavoro? non conosco nessuno che mi possa aiutare in questo, e cmq non sono mai all'altezza, quindi cmq mi devo accontentare sempre di qualcosa di umile, non che ci sia nulla di male, ma dovrei trovarlo affidabile, ma poi se è l'estero come faccio con la lingua...ma poi dove dormo...come mi mantengo...
e poi sarei davvero sola...molto più di adesso...
anche se ora mi ci sento, un po' per scelta, un po' perché forse me lo merito...mi sento sola sì...non ho nessuno con cui parlare davvero, profondamente...lui poverino si sciroppa anche troppo...eppure io sento che ho bisogno di parlare con qualcuno, di scambiare punti di vista, di avere una parola di conforto magari, anche di avere una parola che magari mi possa far ragionare in maniera lucida, perché poi perdo lucidità secondo me ad un certo punto.
forse dovrei resettare tutto.
o forse dovrei volere il tutto con più cuore. sì perché ho sempre creduto che "volere sia potere"...ma perché non arriva nulla, io mi sbatto e ci metto l'anima ma ho solo il nulla davanti...
o forse dovrei volere il tutto con più cosa?
mi sfugge tutto...sento che vorrei inventarmi qualcosa, ma non so nemmeno da dove iniziare...
mi distruggo di pensieri negativi, e quando cerco di dare spazio a quelli positivi poi qualcosa mi riporta all'oscurità...sempre...è sempre così nella mia vita.
la troppa sensibilità, la troppa empatia, sempre troppo tutto quello che non dovrebbe esserci e nullo invece tutto quello che dovrebbe esserci.
il caos dilaga nella mia mente...e io sprofondo...e così forse mi perderò anche quello che di buono c'è...m come faccio ad essere felice, se non lo sono?
sto "vivendo" (per modo di dire) una vita che non è mia...sono spettatrice...esatto...e questo mi riporta ad un libro che devo aver letto...mi ha aperto un piccolo cassetto nella memoria...
vivere da spettatori la propria vita. ma che senso ha?
secondo me nessuno. e forse io l'ho fatto davvero anche troppo in precedenza. il brutto è che adesso che non voglio assolutamente più farlo non so da che parte andare.
il paradosso...ma la vita è questa, un continuo di paradossi...
"magari fuggire non è la soluzione, magari fuggire è una resurrezione"...
"il mio destino è stare fuori o dentro"?
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